Ambiente

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visualizzazione immagine PM10.jpg Misure per ridurre l'inquinamento atmosferico da PM10
(PDF 1375Kb) Ordinanza n° 16 del 16 febbraio 2017 "MISURE PER IL CONTENIMENTO DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO"




AMBIENTE E INQUINAMENTO


L'ARIA


L'inquinamento atmosferico è così definito dalla legislazione nazionale (D.P.R. 203/88): "ogni modificazione della composizione o stato fisico dell'aria dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell'aria, da costituire pericolo per la salute dell'uomo, da compromettere le attività ricreative e da alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati".

Come salvaguardare l'aria?
La collaborazione del cittadino si può concretizzare così:

  1. controllo del buon funzionamento della caldaia per il riscaldamento, delle dimensioni e dell'efficienza della canna fumaria e di altri apparecchi per la combustione
  2. bruciatori, caldaie e tecnologie di nuova concezione che tengono conto in definitiva di norme e soluzioni tese a diminuire l'inquinamento
  3. depurazioni dei fumi prodotti dalla combustione
  4. miglioramento dell'efficienza.

Per i processi industriali diversi dalla combustione l'abbattimento delle emissioni in atmosfera può essere ottenuto modificando i processi stessi agendo a valle con interventi di depurazione; per quanto riguarda l'inquinamento urbano, l'abbattimento delle emissioni gassose e particelle da autoveicoli si persegue con interventi di tecnologia motoristica, con l'introduzione di marmitte catalitiche, benzina a basso tenore o senza zolfo, l'uso di carburanti alternativi alla benzina (metano GPL), con il controllo periodico di gas di scarico degli autoveicoli e con l'adozione di misure e correttivi tendenti a ridurre il numero di automezzi in circolazione.


L'ACQUA


La crescita demografica ed i nuovi modelli di sviluppo hanno determinato un forte incremento dei fabbisogni idrici e al tempo stesso un peggioramento della qualità delle risorse idriche. L'inquinamento delle acque sotterranee, sfruttate per l'alimentazione dei nostri acquedotti, è solamente meno evidente di quello delle acque di superficie, ma certamente non meno dannoso.
I principali fattori inquinanti sono da ricercarsi nell'uso agricolo di pesticidi, diserbanti o dallo scarico delle deiezioni animali; dalle emissioni incontrollate del settore industriale e dallo scarico delle acque di fognature urbane; da avvenimenti casuali quali il ribaltamento di una autocisterna o la rottura di un serbatoio industriale nonché da cause naturali, quale l'intorbidimento dovuto alle piene dei corsi d'acqua.
Il costante controllo delle autorità preposte è quindi indispensabile, come indispensabili sono la raccolta ed il trattamento opportuno delle acque reflue urbane, prima del loro allontanamento e smaltimento. Tale processo, teso alla conservazione degli ambienti naturali e alla tutela igienico-sanitaria delle popolazioni, avviene tramite processi chimico-fisici (sedimentazione, dissabbiatura, grigliatura e disoleatura) e processi biologici simili a quelli che avvengono in natura (con uso di alghe, batteri, protozoi e metazoi).

Come salvaguardare la qualità dell'acqua?
Ogni cittadino può contribuire alla diminuzione dell'inquinamento idrico osservando opportune norme comportamentali:

  • utilizzare detersivi privi di fosfati;
  • non gettare negli scarichi fognari vernici, solventi, olio e sostanze tossiche;
  • ottimizzare l'utilizzo delle lavatrici e lavastoviglie riducendo opportunamente la quantità media di detersivo utilizzato.

La disponibilità
L'acqua disponibile sulla terra per uso potabile è lo 0,06% di quella complessiva. Basterebbe questo dato per decidere, da subito, di risparmiare acqua con un uso razionale anche nelle mille azioni quotidiane.


IL RUMORE

Una componente inquinante troppo spesso sottovalutata è rappresentata dal rumore, che produce appunto "inquinamento acustico".
Questo fenomeno si accompagna alle attività umane, causando effetti indesiderati e provocando in taluni casi gravi scompensi nell'organismo umano, non solo nei confronti dell'apparato uditivo ma anche del sistema nervoso.
Tali effetti vanno dalle interferenze sul rendimento nell'apprendimento e nel lavoro, alle alterazioni del ritmo del sonno, fino all'insorgere di malattie di organi innervati dal sistema neurovegetativo. Oltre i 160 decibel si assiste alla rottura del timpano. Il rispetto di norme comportamentali dettate dal buon senso prima ancora che dalla vigente legislazione è indispensabile per contribuire alla diminuzione dell'inquinamento acustico. Ecco le principali:

  • spegnere l'automobile in caso di sosta prolungata;
  • sottoporre a regolari controlli il tubo di scappamento dei propri veicoli a motore;
  • evitare schiamazzi e rumori molesti all'uscita dei locali notturni;
  • eseguire attività lavorative in orari compatibili con le norme sulla quiete pubblica;
  • adottare le misure di prevenzione di legge nel caso la propria attività produca elevati livelli di rumore.


LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

I RIFIUTI

Qualsiasi tipo di attività umana implica la produzione di rifiuti: maggiore è il benessere maggiore è la produzione di rifiuti.
Questa massima vale senza distinzione per le economie domestiche, per l'artigianato, per l'industria.

In genere cosa si intende per rifiuto?
Una definizione classica potrebbe essere "qualsiasi sostanza od oggetto derivante da attività umana o da cicli naturali abbandonato o destinato all'abbandono". A loro volta i rifiuti possono essere classificati in: urbani, speciali, tossici, nocivi.

Rifiuti urbani:

  • quelli non ingombranti provenienti dai fabbricati o da altri insediamenti civili in genere.
  • quelli ingombranti quali beni di consumo durevoli provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere.
  • quelli di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche o private comunque soggette ad uso pubblico.

Rifiuti speciali:

  • I residui di lavorazioni industriali, da attività agricole, artigianali, commerciali e di servizi che per quantità e qualità non siano dichiarati assimilabili agli urbani.
  • quelli provenienti da ospedali, case di cura ed affini non assimilabili a quelli urbani.
  • i materiali provenienti da demolizioni, costruzioni e scavi, i macchinari e le apparecchiature deteriorate e obsolete.
  • i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti.
  • i residui delle attività di trattamento dei rifiuti e quelli derivanti dalla depurazione dei corsi d'acqua.

Rifiuti tossici e nocivi:

  • tutti quelli che contengono o sono contaminati da sostanze particolarmente pericolose (per esempio le batterie) in quantità e/o in concentrazione tali da presentare un pericolo per la salute e l'ambiente.

visualizzazione immagine freccia.gif La gestione dei rifiuti è affidata al Consorzio intercomunale Priula (link al sito del consorzio)